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Personaggi illustri
Il Garda nella letteratura
Da Catullo a Dante, da Goethe a Carducci...
Il lago di Garda con la sua bellezza ha ispirato numerosi scrittori e poeti, per questo è citato in diverse opere letterarie.
Già il poeta latino Gaio Valerio Catullo lodava le bellezze del lago nei suoi Carmi, cosi come Virgilio nell'Eneide:
Hinc quoque quingentos in se Mezentius armat,
quos patre Benaco velatus harundine glauca
Mincius infesta ducebat in aequora pinu.
(Eneide - canto X, vv. 204-206)
('Più anche cinquecento uomini che Mezenzio mena alla battaglia verso se stesso; i quali, velato da suo padre Benaco con cannuccia bluastra, il Mincio porta per le onde in vascello ostile.')
o anche la terzina dantesca:
Suso in Italia bella giace un laco,
a piè de l'Alpe che serra Lamagna
sovra Tiralli, c'ha nome Benaco.
(Divina Commedia, Inferno, canto XX, vv. 61-63)
Fino ad arrivare al "Viaggio in Italia" di Goethe. Giunto a Torbole il giovane Goethe ne rimane affascinato e scrive nel suo diario:
"Quanto vorrei avere i miei amici accanto per godere
insieme del panorama che mi si presenta dinanzi!
Avrei potuto essere fin da questa sera a Verona ma mi
si prometteva allo sguardo un' opera ammirevole della natura:
il meraviglioso lago di Garda."
Anche Giosuè Carducci, colpito dalla bellezza del Garda, per convincere un amico a seguirlo sul Garda. scrive l'ode "Da Desenzano":
Vieni qui dove l'onda ampia del lido
lago tra i monti azzurreggiando palpita
...
Dolce tra i vini udir lontane istorie
d'atavi, mentre il divo sol precipita
e le pie stelle sopra noi viaggiano
e fra l'onde e le fronde l'aura mormora.
Per Stendhal si tratta del più bel paesaggio al mondo:
Per chi potesse essere sensibile a ciò che è sublime, io supplico il lettore di guardare una carta del lago di Garda. I bordi di questo lago, con i loro contrasti delle belle foreste e delle acque tranquille formano forse il più bel paesaggio del mondo.
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